scritto da Associazione Pro Chiropratica Ticinese il 12/10/10

Le origini della professione

Sebbene il termine “chiropratica” sia stato coniato nel secolo scorso, sotto certi aspetti, e particolarmente per quanto si riferisce alle tecniche manipolatorie, le radici di questa disciplina possono essere ritrovate in epoche molto antiche.

In Egitto, si trovano le prime tracce di terapia spinale. Il papiro di Smith, del 1600 a.C., copia di un originale del 3000 a. C. è il più antico rapporto conosciuto di procedimenti chirurgici. Esso mostra come gli antichi medici egiziani avessero conoscienza della manipolazione vertebrale.

Altre indicazioni di terapia manuale si trovano nel documento cinese “Kong Fou” scritto nel 2100 a. C. Qualche forma di terapia spinale era praticata dagli antichi giapponesi, indiani, tibetani e presso popoli dell’America settentrionale.

La manipolazione spinale rimane ancora oggi parte integrante della medicina cinese.

L’influenza di Ippocrate (460 – 377 a.C.)

Un insieme di scritti di Ippocrate possono essere considerati oggi come la base di una serie di sviluppi successivi della medicina. Ippocrate affrontò l’argomento della terapia manipolatoria in numerosissimi scritti. Uno di questi è il trattato intitolato “Le articolazioni”. Ippocrate dedicò particolare attenzione alla descrizione della tecnica manipolatoria, soffermandosi a spiegare in dettaglio perfino la posizione della mani del terapeuta sulla schiena del malato e il tipo di pressione applicata sulle vertebre del paziente. Tali tecniche, secondo il grande filosofo, andavano effettuate da medici competenti e coscenziosi, sicuri del proprio senso clinico e delle proprie mani, quando si prestavano a coreggere una deviazione vertebrale.

Claudio Galeno (129 – 201 d.C.) operò più tardi in Grecia. Egli fu il più famoso medico del suo tempo, insignito addirittura del titolo di “principe dei medici”. Oltre a ciò, fu Galeno ad insegnare le corrette posizioni delle vertebre e della colonna spinale. Per esempio, riuscì a curare una forma di paralisi della mano dello storico romano Pausania, agendo su una disfunzione delle vertebre cervicali che interferivano con la normale trasmissione nervosa.

Intorno al 1500 in Normandia viveva un’intera famiglia di manipolatori. La famiglia venne chiamata a far parte della corte di Enrico II per occuparsi della salute della famiglia reale. Essi assunsero posizioni di grande prestigio nella gerarchia della corte francese durante il periodo tra Enrico II e Luigi XIII (1547 – 1653).

Nei secoli successivi l’approccio terapeutico utilizzato per risolvere problemi vertebrali subì grandi cambiamenti. Nel periodo dell’Illuminismo i medici ritenevano che i mucoli fossero la causa principale dei disturbi alla schiena. Massaggi e frizioni presero quindi il posto delle manipolazioni, che vennero rinnegate poichè ritenute pericolose e grossolane. Infatti in questo periodo la manipolazione era considerata un rischio nei pazienti affetti da tubercolosi. I manipolatori vennero così esclusi dalle strutture ospedaliere di allora.

Nonostante questo, alcuni continuarono ad approfondire lo studio della terapia manipolatoria. Questa terapia portava infatti risultati miracolosi in quei pazienti per i quali essa era indicata. Il Dr E. Harrison, laureato in medicina presso l’Università di Edinburgo nel 1784, si dedicò per vent’anni allo studio dei problemi vertebrali e alla tecnica manipolatoria. Pubblicò diversi articoli sulla famosa rivista medica “London Medical and Physical Journal” (British Medical Journal). Nel 1865 il medico James Paget, famoso chirurgo ed ortopedico, riconobbe nel suo libro a favore della manipolazioni vertebrali, l’importanza di quest’arte terapeutica.

La nascita della chiropratica

A Daniel David Palmer spetta il merito di aver scoperto ed elaborato la Chiropratica moderna. Nato in Canada nel 1845 D.D. Palmer era un uomo dalle grandi capacità intuitive, ambizioso, amante della scienza e affascinato dai prodigi della natura. Aveva grande interesse nel comprendere il perchè il corpo umano si ammalesse.

Dopo molti anni di ricerca, D.D. Palmer riuscì a dimostrare la presenza della cosidetta sublussazione vertebrale. La sua conclusione fu che la salute dipende da un sistema nervoso ben funzionante che controlla tutti i tessuti e organi nel corpo. Durante la malattia l’organismo perde la propria naturale forza, probabilmente a causa di un blocco o della mancanza di connessione nervosa e quindi si forma un impedimento al normale passaggio di energia tra il sistema nervoso e gli organi da esso innervati.

Il primo trattamento chiropratico di D.D. Plamer venne effettuato su un certo Harvey Lillard che era rimasto sordo dall’età di 17 anni dopo aver sentito un rumore al collo. D.D. Palmer fece la sua esaminaizone e notò che c’era un sporgenza più dura su una parte del collo dell’uomo, suppose così che era il punto dove lo spostamento vertebrale aveva avuto luogo e spinse il segmento vertebrale per riallinearlo. Le testimonianze che seguirono affermano che Harvey ricominciò a sentire dopo tale “manipolazione”.

Un nuovo nome era ora indispensabile per chiamare questa nuova disciplina. Il termine Chiropratica venne così coniato. L’etimologia di questa parole deriva dal Greco: Kiro che significa “mano”, e Eupraxia che significa “tecnica per fare bene”.

D.D. Palmer diventò molto famoso e pochi medici del tempo potevano vantare la sua conoscenza del corpo umano.

Fu solo a partire dal 1895 che una vera e propria istituzionalizzazione dello studio e delle specifiche tecniche manipolatorie ebbe inizio, e questo portò all’apertura del primo college di chiropratica in Nord America, specificamente a Davenport.

Il concetto di Palmer resta tutt’oggi la vera base della chiropratica moderna: la visione naturale della salute, il concetto del corpo come insieme di organi, di fisiologia, neuroanatomia, biochimica ma anche di forza innata atta a ripristinare la salute.

La strada aperta da D.D. Palmer venne poi seguita dal figlio B.J. Palmer. Il merito di quest’ultimo fu quello di permettere alla chiropratica di progredire a livello di scienza medica, attraverso la sua diffusione.

In pochi anni il Palmer College of Chiropractic si arrichì di un laboratorio osteologico, di un laboratorio radiologico dei più avvanzati (solo 13 anni dopo la scoperta dei raggi x da parte di Röntgen), di una clinica di ricerca, di un laboratorio diagnostico, di una sezione di medicina sportiva ed di un museo che rappresenta ancora oggi la più varia e completa collezione di colonne vertebrali mai esistita.

La produzione scientifica di B.J. Palmer è costituita da trentanove volumi e più di diecimila pagine.

Dopo il Palmer College of Chiropractic, molte altre università hanno istituito corsi di laurea in chiropratica. Attualmente nel mondo ne esistono una trentina e hanno contribuito alla grande affermazione e diffusione della chiropratica nel mondo.